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| La storia e … Incerta è l'origine del termine Calabritto: secondo alcuni deriverebbe dal nome di una lavandaia di facili costumi, tale Britta; secondo altri, invece, deriverebbe dal nome latino del biancospino, calabrix, specie assai abbondante nella zona. Nel cuore dell’Alta Valle del Sele, Calabritto affascina per l’antica storia della sua terra, che si rintraccia lungo i sentieri di montagna, tra le grotte e i fiumi. Un punto di partenza ideale per suggestivi itinerari che raggiungono luoghi incontaminati, come i Santuari della Madonna della Neve, di Grienzi e della Madonna del Fiume, e ancora, l’altopiano del Gaudo e Piano Migliato e i monti Altillo e Cervialto, secondo monte per altezza della Campania con i suoi 1809 metri di altezza, che domina Calabritto. Il Comune, situato ai piedi di grandi boschi, dopo la peste del 1656 ebbe una forte esplosione demografica; solo nel 1807 passò alla provincia di Avellino. Nel 1928, durante il periodo fascista, Quaglietta divenne frazione di Calabritto e di tale frazione è caratteristico il borgo medioevale, in cui si possono ammirare i ruderi del castello normanno. Numerosi sono i danni subiti dal paese in seguito ai vari terremoti che si sono succeduti in alta Irpinia e, in particolare, a quello del 1980. Come ogni centro antico che si rispetti, anche Calabritto ha le sue leggende. Come quella della Chiesa della Madonna del Fiume, situata su un dirupo, all’interno di una grotta carsica dove, secondo una credenza popolare di origine pagana, una donna incinta avrà latte in abbondanza bevendo l’acqua che sgocciola da una particolare stalattite a forma di mammella. … le bellezze naturali ed architettoniche. • Vestigia dell'antica dominazione normanna è il Castello Medievale che, danneggiato gravemente dal sisma del 1980, si presenta attualmente in stato di forte degrado. Caratteristica principale del castello è la torre che, a pianta quadrata e con una larghezza di circa 6 metri, è simbolo della inespugnabilità della fortezza. All’ingresso del castello si può ammirare un portale in stile barocco, che immette in un androne, che a sua volta introduce nella corte a pianta quadrata. Visibili sono i resti di uno scalone che conduceva al piano nobile situato al di sopra dei locali di servizio. • La Chiesa della Madonna delle Grazie sorse a valle dell'abitato, lungo una vecchia via che veniva percorsa dai contadini di allora. Chi percorre quella via può vedere ancora i ruderi dell’antico convento dei monaci e le mura della chiesa, ancora ben conservate. Sul fondo, sotto una cupola ben impostata, si trova l'altare, al di sopra del quale si apre la nicchia a semicupola, che un tempo ospitava la statua della Madonna delle Grazie. È oggi una chiesetta del tutto particolare che ha acquistato una sacralità tutta caratteristica e intima, assai suggestiva, soprattutto perchè i resti dell' antico convento sono stati lasciati al loro posto. • La Chiesa di S. Maria di Costantinopoli ha origini antichissime. La chiesa fu probabilmente eretta dai monaci basiliani che, sfuggiti alle persecuzioni degli imperatori iconoclasti di Bisanzio, giunsero a Calabritto realizzando la Chiesa di Costantinopoli al cui interno posero l'icona da loro stessi condotta. Distrutta dal sisma del 1980 è stata ricostruita e riconsegnata ai fedeli il 27 maggio del 1990. • Il comune vanta sul suo territorio la presenza di un prezioso patrimonio naturale: famose, infatti, sono la sue estese aree boschive (400 ettari circa) e le fustaie di faggio (circa 815 ettari) dove si può ammirare una natura che regna incontaminata. • Da visitare inoltre il Centro Storico caratterizzato dalle piccole viuzze ei borghi medioevali, la Torre Campanaria della Chiesa SS. Trinità e i portali in pietra di molte abitazioni. • Palazzo Papio, completamente restaurato, presenta l'originario impianto architettonico settecentesco. • Il Castello di Quaglietta detto anche Rocca, è un fortilizio normanno, che con i suoi ruderi svetta su uno spuntone roccioso che domina la valle sottostante; si trova nell'omonima frazione di Calabritto e conserva ancora la torre quadrata e parte delle mura merlate perimetrali. • La piccola Chiesa della Madonna del Fiume ricavata in una grotta naturale • La Cappella Santuario della Madonna di Grienzi, la Chiesa di Maria Santissima della Neve e Villa Laviano col suo grande Parco alberato. • Nella zona ci sono ben 11 Itinerari Naturalistici, rivolgendosi agli uffici locali è possibile farsi dare tutte le informazioni necessarie. Il folklore e le manifestazioni • Festa di S.Antonio Abate 17 Gennaio. • Festa di San Giuseppe 19 Marzo. • Festa della Madonna della Neve 5 Agosto. • I falò di San Giuseppe 19 marzo: La festa di S. Giuseppe di Marzo mette insieme il momento religioso o cristiano e quello più strettamente profano come l’accensione del fuoco nei rioni del paese in devozione al santo protettore. Sul far della sera vengono accese cataste di rami di ulivo e di viti che danno vita ad un paesaggio incandescente. Il merito è dei ragazzi che fanno a gara a chi realizza il falò più grande e che, nell’attesa del 19 di Marzo, si divertono a saltare e ad ammucchiarsi sulle cataste di sarmenti, nonostante le raccomandazioni dei genitori (“Accortu a l’uocchi!”). La tradizione del falò spinge le tante persone a recarsi in ogni rione ad incontrare gli amici con cui mangiare una patata cotta sotto la vronza, bere un buon bicchiere di vino, ascoltare una suonata di riganetto, in attesa del nuovo giorno. • Il Carnevale dalla Domenici al Martedì Grasso. Il martedì grasso a conclusione del Carnevale sfilata con carri sui principali temi del momento e manifestazioni varie. • La Sagra della castagna 20 - 31 ottobre. La vita dell'antico borgo è allietata nel corso del mese di ottobre (solitamente dal 20 al 31) dalla Sagra della castagna, in occasione della quale è anche possibile gustare prodotti tipici locali e piatti tradizionali. • La scampanellata per il paese. Il 17 gennaio in occasione della festa di S. Antonio Abate la tradizione vuole che ci si rechi per le strade del paese a suonare le campane. I partecipanti alla sfilata bussano alle porte delle case per chiedere qualcosa (un dolce, una caramella..)e continuare così la loro sfilata finché il giro del paese non è completato. Info: Come arrivare • Nel territorio PIR, i collegamenti sono assicurati, principalmente, da due assi stradali paralleli l’autostrada A16 Napoli-Bari e la strada a scorrimento veloce l’Ofantina: dall’ A16, uscita Avellino Est, con la SS. Ofantina è possibile raggiungere i comuni di della Terminio-Cervialto (Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Montella e Nusco) e della maggior parte di quelli dell’Alta Irpinia, (Conza della Campania, Morra De Sanctis e Torella dei Lombardi) mentre dall’A16, uscita Grottaminarda, con la SS 90 il comune di Gesualdo e Villamaina. Un altro accesso all’area è assicurato a sud, infatti dall’uscita Contursi dell’Autostrada A3 SA-RC, proseguendo per la Fondovalle Sele, ci si collega alla SS Ofantina e qundi ai Comuni dell’area PIR. I numeri utili • Comando Stazione Forestale 0827 52073 • Guardia medica Piazza Matteotti 0827 52211 • Polizia Municipale 0827 52699 • Farmacia Russo Dr. Teresa 0827 52228 • Carabinieri Stazione 0827 52656 • Pro loco Acquae Electae 0827/56059 • Banca Di Credito Cooperativo Di Altavilla Silentina 0827 52273 0827 52007 |
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